Gli stili e i tipi di Bonsai

Creare un bonsai richiede molto impegno e una profonda conoscenza degli stili bonsai creati dai maestri. L’arte del bonsai è molto antica ed è originaria dalla Cina ma poi raggiunge elevati livelli in Giappone dove vengono perfezionati i metodi di coltivazione e diverse tecniche per dare al bonsai forme pressoché naturali che però in un albero in miniatura assumono caratteristiche originali.

Quanti stili bonsai si possono ottenere?

I tipi di bonsai differiscono a seconda della pianta utilizzata nella loro coltivazione, che può appartenere alle specie decidue, latifoglie sempreverdi e conifere. Quindi, è possibile trovare bonsai d’acero, bonsai ulivo, bonsai di tipo e così via. Inoltre, i bonsai differiscono anche per gli stili, che nel corso dei secoli si sono imposti e che sono circa una trentina. Ognuno di essi descrive un tipo di portamento specifico o una particolare situazione che trova una diretta rispondenza in natura.

Stili di Bonsai: quali sono

I maestri giapponesi in genere suddividono i bonsai in cinque stili principali, classificati in relazione alle diverse possibili angolature del tronco. Essi sono: Eretto Formale, Eretto Informale, Inclinato, a Semi-Cascata, a Cascata. L’eretto informale, detto anche Moyogi, presenta il tronco eretto con lievi curvature a forma di S, rami che si sviluppano all’esterno di ogni curvatura del tronco ed è uno stile che conferisce maggiore personalità alla pianta. Lo stile eretto formale, detto anche Chokkan, è molto diffuso, si sviluppa in altezza, ha il tronco diritto con sezione conica e l’orientamento dei rami laterali mostra una certa ripetitività.

Questo stile è tipico delle conifere. Lo stile inclinato, detto Shakan, presenta i rami che crescono da entrambi i lati dell’albero. Il tronco è inclinato verso uno dei due lati, destro o sinistro, ed il primo ramo dal basso cresce in direzione opposta rispetto a quella del tronco. Lo stile a semi-cascata, detto anche Han-kengai, è proprio come quello di una cascata e presenta il tronco cresce diritto per un breve tratto che poi si piega verso il basso. Lo stile a cascata, detto Kengai, la pianta si sviluppa in altezza per un breve tratto, poi ricade verso il basso nella direzione opposta a quella del primo tratto di tronco, fino ad assumere un forma ad U.

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Le piante di bonsai

Le piante di bonsai sono facili da coltivare, contrariamente a quanto si pensa, e ideali per adornare terrazzi e ambienti esterni, ma anche interni. Lo scopo è quello di creare una rappresentazione in miniatura ma realistica della natura nella forma di un albero. Infatti, i bonsai non sono piante nane ma delle specie di alberi utilizzabili per questa particolare coltivazione. La maggior parte dei bonsai non supera i 70 cm, ma alcune specie possono anche raggiungere l’altezza di 2 metri.

Ideali anche per casa

I bonsai da interno sono piante provenienti dai paesi tropicali e subtropicali, in grado di sopravvivere all’interno di un appartamento, dove le temperature sono alte e stabili tutto l’anno. Basta posizionarli in una zona luminosa della casa per decorare con meraviglia un angolo e con specie diverse come bonsai di ulivo,  i ficus, ma anche la sagerezia e la carmona macrophylla, che produce piccoli fiorellini bianchi, sono tra le specie più diffuse all’interno delle case. La pianta deve stare lontano dalle fonti di calore e deve essere innaffiata con regolarità.

 
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