Coltivazione indoor, consigli e suggerimenti

Sono davvero tante le tipologie di coltivazione indoor, e imparare a conoscerle e a distinguerle è il primo passo per scegliere quella più in linea con i propri bisogni. La coltivazione in mix di torbe è la tecnica più diffusa: è quella che prevede il ricorso alla fibra di cocco, con un vaso riempito di substrato al cui interno crescono le radici della pianta. Va detto, comunque, che attualmente non serve una particolare esperienza per mettere in pratica tecniche di coltivazione in base a cui le radici risultano immerse nell’argilla espansa o nella soluzione nutritiva. È la cosiddetta coltivazione idroponica, grazie a cui non c’è bisogno di substrato per coltivare.

La presenza del substrato

La presenza del substrato è la linea di demarcazione tra le varie tecniche di coltivazione su cui si può fare affidamento. La coltivazione all’interno della fibra di cocco o del terriccio rappresenta la tecnica più diffusa e offre un duplice vantaggio: da un lato permette di ridurre le spese iniziali; dall’altro lato risulta alla portata di chiunque. Nel caso in cui si opti per il sistema aeroponico o per il sistema idroponico, invece, c’è da mettere in conto una spesa iniziale più alta, ma soprattutto un livello di attenzione più elevato per quel che concerne la manutenzione e la pulizia: potenziali svantaggi che, però, in realtà vengono compensati da risultati migliori. È proprio questo il motivo per il quale i principali produttori si affidano a tali tecniche e non ricorrono alla coltivazione con substrato.

I pregi e i difetti della coltivazione idroponica

Nel caso in cui si decida di optare per la coltivazione idroponica, vale la pena di sapere che i costi vanno da un minimo di poche decine di euro a un massimo di diverse centinaia di euro: dipende dal tipo di sistema che si sceglie e, quindi, dalla sua capacità. Nel calcolo dei costi, però, bisogna tenere conto anche del prezzo dei misuratori di ph. Ma in che cosa consiste di preciso la coltivazione con sistemi idroponici? Con questa tecnica, le piante vengono fatte crescere all’interno di un substrato inerte, come per esempio la fibra di cocco, la lana di roccia o l’argilla espansa, per poi essere irrorate con la soluzione nutritiva. I costi iniziali rappresentano uno dei punti deboli della coltivazione idroponica, che però a parità di risultato richiede l’uso di una quantità di acqua inferiore.

Quando conviene scegliere i sistemi idroponici

Un vantaggio da non sottovalutare è la maggiore produzione: ne derivano piante che hanno caratteristiche simili. La grande distribuzione richiede dimensioni più omogenee e una certa costanza dal punto di vista delle qualità organolettiche: tutti obiettivi che possono essere raggiunti, appunto, con le tecniche idroponiche. Le radici devono essere irrorate in maniera costante di soluzione nutritiva, e questo implica un controllo maggiore: potrebbe essere un difetto se paragonato alla coltivazione classica.

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Le caratteristiche della coltivazione aeroponica

Il metodo di coltivazione aeroponica non richiede il ricorso a un substrato che supporti le radici delle piante. Queste, invece, sono supportate in maniera artificiale e nebulizzate con acqua diretta alle radici: è così che vengono alimentate. Come nel caso dei sistemi idroponici, il range dei costi varia da qualche decina di euro ad alcune centinaia. I raccolti sono consistenti dal punto di vista quantitativo, e un altro pregio va individuato nell’uniformità delle caratteristiche di produzione. D’altro canto, è indispensabile che le radici siano irrorate di soluzione nutritiva in maniera costante: se si dovessero asciugare, infatti, andrebbero incontro a un veloce decadimento. Ecco perché la coltivazione aeroponica necessita, per l’intero periodo di vita delle piante, di un’attenzione costante.

La coltivazione in substrato

I costi ridotti costituiscono il più importante punto di forza della coltivazione in un substrato inerte o in mix di torbe. Si tratta della tecnica più comune, non solo per la convenienza economica che la caratterizza, ma anche per la sua semplicità. Le radici sono ancorate dentro ai vasi: questo vuol dire che non bisogna fare altro che mettere un substrato dentro i vasi e predisporre una fonte di illuminazione (sempre che si stia parlando di una coltivazione al chiuso). Non bisogna confondere il mix di torbe con il terriccio, anche se spesso le due espressioni vengono usate erroneamente come sinonimi: il primo, infatti, garantisce un’areazione superiore.

Perché scegliere il mix di torbe

La crescita delle piante avviene con le radici affondate nel substrato: di conseguenza esse non possono seccare fino a che si mantiene l’umidità del terriccio. La flessibilità della frequenza di irrigazione è un vantaggio di non poco conto, ovviamente sempre in relazione alle condizioni di temperatura e umidità: insomma, se ci si scorda di irrigare una volta o se non si ha la possibilità di farlo con una certa frequenza non si corrono rischi particolari. Poiché il setup per iniziare è minimo, i costi sono modesti, e anche per questo non ha senso spendere poco per un terriccio di qualità modesta. Lo smaltimento del substrato è il solo problema con cui fare i conti, ma per il resto la coltivazione con mix di torbe è la soluzione perfetta per i piccoli e medi produttori.

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Il substrato

Un substrato più fertilizzante fa sì che nel corso delle prime settimane non ci sia bisogno di fertilizzare a mano; se, invece, si preferisce un substrato meno fertilizzante, è importante ricorrere a un regime di nutrienti sufficientemente elevato.

Come comprare un kit per la coltivazione indoor

I kit coltivazione indoor possono essere acquistati sul sito di Grow Shop Italia, una realtà che vanta oltre 15 anni di esperienza nel settore della cannabis. Si tratta di un grow shop che si occupa della vendita di materiale per la coltivazione outdoor e indoor sia al dettaglio che all’ingrosso; il catalogo di prodotti a disposizione dei clienti include, tra l’altro, grow box e grow room, ma anche concimi e fertilizzanti, semi da collezione e antiparassitari. È possibile, inoltre, richiedere la configurazione di un impianto, sia esso di tipo amatoriale o di carattere professionale, con la relativa messa in opera al chiuso o all’aperto.