Piante di Natale: 10 errori da non commettere

È bello a Natale circondarsi di piante. Tradizione vuole che le vittime sacrificali delle nostre disattenzioni siano agrifogli, alberi di Natale, stelle, ciclamini e azalee, che troppo spesso maltrattiamo all’interno delle nostre case. Proviamo a ripassare insieme un piccolo decalogo per augurare buone feste anche a loro. Ce ne saranno silenziosamente grate.

Piante di Natale

Vediamo quali sono le piante di Natale più diffuse:

  • Stella di Natale: originaria del Messico, può raggiungere un’altezza di 2-4 metri e si dice che porti fortuna
  • Pungitopo: deve il suo nome alla funzione di difesa delle provviste dai topi
  • Agrifoglio: protegge dai demoni ed è considerato di buon auspicio
  • Vischio: la leggenda per cui ci si debba baciare sotto questa pianta ha origini scandinave

Albero secco di Natale: come evitarlo?

L’abete in vaso può durare fino a 2-3 anni se seguiamo con cura tutte le indicazioni e lo rinvasiamo annualmente: questo discorso vale anche per le altre piante, vediamo quali sono tutti i consigli per mantenere le piante di Natale in salute e non avere problemi.

Non cuociamo il ciclamino sul termosifone

Il ciclamino soffre molto meno il freddo che il caldo secco. Pur temendo i forti geli (soprattutto se vi è esposto di colpo), resiste bene a temperature vicine allo zero, purché ben irrigato e in un buon vaso. Noi li teniamo sul davanzale, godendoceli in piena fioritura per un lungo periodo. Se li si tiene in casa durano meno, e appassiscono subito se messi vicino a una fonte di calore secco (cucina, calorifero, stufa).

Non scegliamo l’abete senza radici

Che infamia pensare di abbattere un abete per decorarlo durante le feste. Molto meglio utilizzare una pianta viva, da salvare a fine periodo. Molti vivai infatti ritirano a feste concluse l’alberello, talvolta lasciando in cambio un buono spesa. Tuttavia molti pensano che l’abete debba comunque morire. Non è vero. Muoiono le piante senza radice, o estirpate a radice nuda. Pretendiamo che la pianta sia in vaso, e che abbia un buon “pane” di terra intorno alle radici. Solo così potrà sopravvivere.

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Non teniamo l’abete in casa o in un piccolo vaso

È normale, e comprensibile, che l’albero di Natale (Picea abies) venga tenuto in casa per un breve periodo (circa un mese). Se ha le radici e un vaso adeguato, sopravviverà sicuramente. Appena possibile però, portiamolo fuori, in giardino, in balcone o in cortile.

Non anneghiamo l’albero di Natale

L’albero di Natale (che non è un “pino” ma un abete), ha foglie aghiformi che limitano molto il suo fabbisogno d’acqua. Bagnando in eccesso c’è perciò il rischio consistente di fare marcire anche le poche radici rimaste. Meglio bagnare moderatamente un paio di volte a settimana.

Non facciamo seccare la stella di Natale

Una pianta che invece ha bisogno del terriccio sempre umido è la stella di Natale o Poinsettia (Euphorbia pulcherrima), pianta dalle bellissime brattee rosso fuoco, oggi disponibile anche in rosa e bianco crema. Una pianta in piena fioritura effettua uno sforzo enorme, e in quel momento ha bisogno di acqua e nutrimento. Se ce ne dimentichiamo, la vedremo presto spoglia, e a nulla servirà metterla sul pianerottolo sperando che riprenda.

Perché la stella non rifiorisce?

Perché è una pianta che riceve l’induzione a fiore quando rimane al buio per più di 12 ore continuative. Il che corrisponde perfettamente alla nostra situazione invernale. Solo che, tenendola in casa, di solito la esponiamo alla luce artificiale fino a tarda ora. Ciò è sufficiente a bloccarne l’induzione. Meglio quindi tenerla all’aperto finché si può, lasciandola poi in un luogo dove non riceva luce artificiale. Una volta partita la fioritura, potremo goderci in casa i suoi splendidi colori.

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Non teniamo in casa l’agrifoglio e gli agrumi

Se abbiamo acquistato una pianta di agrifoglio, dalle splendide bacche rosse invernali, troviamole un posto sul balcone o in giardino. In casa infatti deperirebbe presto per il caldo secco. Altrettanto vale per gli allegri agrumi (limoni, aranci, mandarini, kumquat, chinotti eccetera), che è meglio tenere in esterno quanto più possibile, riparandoli poi dal gelo con appositi teli.

Non rinvasiamo le orchidee

Se ci hanno regalato una splendida orchidea in un minuscolo vasetto, sappiate che non è necessario rinvasarla. L’orchidea infatti è una pianta abituata a vivere sui rami degli alberi, con le radici pendenti che assorbono l’umidità dell’ambiente. Un rinvaso scorretto potrebbe farne marcire le delicate radici, che vanno invece irrorate quotidianamente con uno spruzzatore.

Non lasciamo nel vasetto erica e azalee

Quando riceviamo in regalo azalee fiorite, ricordiamoci che sono piante forzate, che fioriscono naturalmente in primavera. Preferiamo magari un’erica che è nel suo giusto periodo. Entrambe amanti del terreno acido, sono spesso vendute in vasetti molto piccoli: questo è il motivo che spesso ne provoca la morte (non il freddo, al quale invece resistono). Rinvasiamole subito, utilizzando torba pura invece del terriccio normale.

Acqua per erica e azalee, poche gocce al cactus di Natale

Perché erica e azalea non muoiano, occorre poi fornire loro l’umidità sufficiente a reggerne la copiosa fioritura. In casa, diamo loro acqua tutti i giorni. Con i cactus di Natale (Schlumbergera, Rhipsalis, Epiphyllum) fermate invece l’innaffiatoio: qualche goccia d’acqua settimanale sarà più che sufficiente.

Dieci piccoli accorgimenti da seguire, che ci permetteranno di non fare soffrire le nostre piante “di stagione”. La bellezza dei loro fiori e il verde intenso dei loro aghi o delle loro foglie ci sarà, per quest’anno, sufficiente ricompensa.

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