Albero di Pesco

Il pesco ( Prunus persica ) appartiene alla famiglia delle Rosaceae, è originario della Cina, da dove nasce e si diffonde maggiormente, ma negli ultimi anni lo troviamo anche in Europa e in Italia.

In modo particolare, nel nostro Paese, si coltiva principalmente in Emilia Romagna, Campania, Veneto e Lazio.

La pianta ha una crescita veloce e si tratta di un albero di medie dimensioni che può raggiungere i 7-8 metri di altezza.

Si struttura attraverso radici superficiali, rami divaricati di colore marrone rossastro e foglie strette, con fiori di colore rosa che hanno 5 petali e il frutto è una drupa tonda e carnosa.

Le 10 tipologie di pesche più importanti

Il pesco ci offre uno dei frutti, soprattutto estivi, più conosciuti, apprezzati e ricchi di proprietà benefiche: le pesche.

Le pesche contano numerose varietà e possono essere classificate in base alla precocità e ai colori del frutto stesso, solitamente maturano a giugno, luglio o agosto a seconda delle varietà. Alcune pesche tardive maturano a settembre.

Le pesche sono ottime da consumare così come sono ma anche in macedonie, succhi fatti in casa e frullati

Sono anche famose per favorire l’abbronzatura durante i periodi estivi, proteggendo allo stesso tempo la pelle dall’invecchiamento, grazie alle alte quantità di Vitamina A e Betacarotene.

Le possiamo classificare in 10 tipologie principali:

  1. Pesca gialla
  2. Pesca bianca
  3. Pesca nettarina bianca
  4. Pesca nettarina gialla
  5. Pesca percoca
  6. Pesca tabacchiera
  7. Pesca merendella
  8. Pesca di Bivona
  9. Pesca tardiva di Leonforte
  10. Pesca di Verona

Queste ultime sono coltivabili solo nella provincia di Verona, avendo il marchio IGP.

Trattamento pesco

Trattamento del pesco: coltivazione e potatura

La coltivazione dell’albero di Pesco è favorita da un clima temperato e teme le gelate primaverili, anche se alcune varietà riescono a resistere a temperature invernali anche molto basse.

Vedi anche  Potatura abete in primavera

Il terreno che questa pianta predilige, pur avendo buone capacità di adattamento, è quello sciolto quindi non soggetto a stagnazioni idriche. Occorre comunque evitare terreni argillosi e troppo compatti in quanto potrebbero procurare un marciume delle radici, quindi è necessario effettuare un’analisi preliminare del terreno, per la coltivazioni di grossi impianti di frutteti e pescheti, dove ci sarà l’inserimento di molte piante.

Risulta possibile anche la coltivazione in vaso, a patto che si assicuri sempre una buona qualità del terreno.

Ovviamente bisognerà utilizzare grossi vasi e rinvasare spesso nel corso degli anni garantendo sempre, la reintegrazione dei fertilizzanti e una corretta irrigazione.

Quando la pianta è a regime, la potatura andrà effettuata ogni anno dopo la prima raccolta, tagliando i rami presenti nelle porzioni apicali delle tre branche principali, i rami cresciuti troppo in basso e quelli a portamento verticale.

Ovviamente le porzioni di pianta malate o secche vanno sempre recise.

In modo particolare nella potatura invernale ci sarà l’asportazione dei rami che nell’anno hanno prodotto, così da crearne di nuovi per una corretta produzione.

Portando avanti una buon trattamento, così da avere una pianta in piena produzione, possiamo raccogliere fino a 40-50 kg di frutti l’anno, ricordando però che le pesche non giungono a maturazione tutte insieme, così la raccolta sarà effettuata in 3-4 passaggi.

Ti consiglio di rivolgerti a personale esperto per la scelta di questa pianta molto particolare e di rispettare tutti i passaggi necessari per farla sviluppare nella maniera corretta.

 
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